Slang Gen Z: i 25 termini più usati e cosa significano (con esempi)

Se ascolti i giovani parlare e hai il dubbio che stiano usando un linguaggio alieno, tranquillo: ecco 25 parole che dominano lo slang Gen Z.

Slang Gen Z: iniziamo bene, 3 parole, 2 in inglese. Ma ti è mai capitato di sentir parlare qualcuno della Gen Z e pensare: “Sto capendo solo le preposizioni”? Tranquillo, non sei l’unico. Il linguaggio dei giovani è una combo di inglese, internet e creatività. Iniziamo!

  1. Rizz: il carisma. Può essere usato anche in termini di fascino seduttivo. Anche sinonimo di attrarre, sedurre. Nato su TikTok come abbreviazione di “charisma”, è stato reso popolare dallo streamer Kai Cenat.
    “Hai visto Marco? Sta rizzando da 2 ore quella tipa”
  2. Cap/No cap: cap significa mentire, bugia. “No cap” significa “Non sto mentendo”. Deriva dall’inglese, dove “cap” indicava una “copertura” (come nascondere la verità). Reso famoso dal contesto rap.
    “Stasera ero il king del calcetto, no cap, ero in modalità GOAT”
  3. Rawdoggare (da Raw dogging): significa fare qualcosa senza protezione o preparazione. Originariamente, il termine aveva connotazioni più esplicite, legate a contesti intimi, ma nel linguaggio giovanile il suo uso si è esteso a situazioni più ampie e, spesso, scherzose.
    “Ho rawdoggato la presentazione senza nemmeno leggere le slide”
  4. Shippare: sperare che due persone diventino una coppia. Dall’inglese “relationship”, popolarizzato dai fandom online.
    “Io shippo troppo quei due, sarebbero perfetti insieme”
  5. Glow up: miglioramento drastico, spesso fisico o di stile. Deriva dall’inglese e combina “grow” (crescere) e “glow” (brillare). Esempio “Dopo l’estate ha avuto un glow up incredibile, non lo riconoscevo!”
  6. Flexare: ostentare qualcosa per vantarsi. Deriva dal rap americano, dove “to flex” significa mostrare forza o ricchezza.
    “Smetti di flexare sto orologio che è bruttissimo”
  7. Boostare: dare una spinta o un potenziamento. Dal linguaggio dei videogiochi, dove si “boosta” un personaggio o una performance.
    “Devo boostare le abilità dell’incantatore”
  8. Chillare: rilassarsi, rimanere in calma e tranquillità. Deriva dall’inglese “chill” che significa rilassarsi. Diffuso dai social.
    “Boh son qui che me la chillo”
  9. Mood: stato d’animo o vibe del momento. Usato originariamente in inglese per descrivere l’atmosfera di una scena o di un momento.
    “Non so, non sono in mood per un film”
  10. Slay: fare qualcosa in modo impeccabile, spaccare. Dal linguaggio queer e dalla cultura drag, dove “slay” significa eccellere.
    “Con quell’outfit hai slayato”
  11. Cringe: qualcosa che mette a disagio o imbarazza. Dall’inglese, significa letteralmente “rabbrividire”.
    “Poi ha fatto il balletto più cringe della storia”
  12. Gatekeeping: non condividere informazioni o risorse con gli altri. Dall’inglese “gatekeeper” (guardiano del cancello).
    “Smettila di gatekeepare, dove hai preso quelle sneakers?”
  13. Yass: esclamazione di entusiasmo o approvazione. Deriva dalla cultura queer, diffuso nei social e dalla drag culture.
    “Yass queen! Questo outfit è proprio il tuo”
  14. Ghostare: scomparire da una relazione o conversazione senza spiegazioni. Si usa molto in contesti dove una persona non risponde ad uno o più messaggi per un ampio periodo di tempo.
    “Non la sento da quando mi ha iniziato a ghostare”
  15. Crush: persona per cui si prova un’infatuazione o una cotta. Dall’inglese “to have a crush on someone”, ovvero “prendere una cotta”. Ormai è diventato di uso comune anche in italiano.
    “Bro, non riesco a parlare con la mia crush senza balbettare!”
  16. Amio: è come dire Amo, Amore, ma in “corsivo”. È un appellativo sinonimo di “tesoro” ma con un tono volutamente scherzoso o affettuosamente sarcastico. Nasce dal trend del corsivo, reso popolare su TikTok da Elisa Esposito, dove il linguaggio parlato viene deformato.
    “Amio ma come stai, non ti vedo da un secolo”
  17. Mid: qualcosa di mediocre, né buono né pessimo, semplicemente nella media. Dall’inglese “middle” (medio), diventato popolare grazie ai meme e ai social.
    “Boh la pizza per me è un po’ mid”
  18. Pog: termine usato per esprimere entusiasmo o eccitazione. È un’esclamazione simile a “Wow!”. Nato su Twitch come abbreviazione di “Play of the Game”, è diventato sinonimo di qualcosa di eccezionale.
    “Ho appena preso gli ultimi 2 biglietti. Pog!”
  19. POV: punto di vista (dall’inglese “Point of View”). Si usa per descrivere una situazione vissuta in prima persona, spesso con toni ironici o surreali. Nato come termine tecnico nel cinema e poi esploso sui social nei video in cui lo spettatore si deve immedesimare nel punto di vista di qualcun altro.
    “POV: sei un boomer che cerca di capire lo slang Gen Z.”
  20. Woke: essere consapevoli delle ingiustizie sociali e delle questioni legate ai diritti civili, spesso con una connotazione progressista. Dall’inglese “awake” (sveglio), usato inizialmente nella cultura afroamericana per indicare consapevolezza politica e sociale. Ora è diventato un termine mainstream, usato in modo ironico o critico.
    “Certe persone si fingono woke solo per like sui social.”
  21. GOAT: acronimo di “Greatest Of All Time”, ovvero “Il migliore di sempre”. Si usa per descrivere qualcuno o qualcosa che eccelle in maniera assoluta in un determinato campo. È nato nel mondo dello sport ma si usa oggi anche in contesti quotidiani.
    “Lo so che tu sei fissato con Messi, ma per me è Ronaldo il GOAT”
  22. Clout: riferito a fama, prestigio o influenza, specialmente sui social media. Qualcuno con “clout” è riconosciuto e rispettato in un determinato ambiente, spesso per il numero di follower o la capacità di attrarre attenzione. Dall’inglese, dove “clout” significa “potere” o “autorità”. È stato reso popolare dalla cultura hip-hop e social.
    “Zio ma per un po’ di clout ti metti a far sta roba?”
  23. Hittare: fare centro o colpire in senso figurato. Viene dall’inglese “to hit” (colpire).
    “Quando arrivi ai trenta, sto film hitta in modo completamente diverso”
  24. Triggerare: innescare una reazione emotiva forte, spesso negativa come la rabbia. Dall’inglese “trigger” (grilletto), usato nella cultura online per indicare un evento che riattiva emozioni forti.
    “Non parlarmi di lavoro che mi triggero fortissimo.”
  25. Basato: persona o atteggiamento che si distingue per essere autentico, diretto e indipendente dall’opinione comune. Traduzione italiana dell’inglese “based”, un termine popolare in internet che inizialmente significava “essere sé stessi senza preoccuparsi delle critiche”. Reso famoso da rapper come Lil B (The Based God).
    “Bro sta roba che hai detto è basatissima”

Che origine ha questo slang

Lo slang Gen Z è molto più di un semplice modo di parlare: è uno specchio del mondo digitale e globale in cui questa generazione è cresciuta. Deriva da influenze che spaziano dai social media alla cultura pop, passando per videogiochi e meme. La sua diffusione è legata alla necessità di comunicare in modo rapido, sintetico e creativo, caratteristiche essenziali in un ambiente dominato da piattaforme come TikTok e Instagram.

Molti termini dello slang Gen Z hanno origini anglofone. Parole come “clout”, “based” o “triggerare” nascono in contesti internazionali, ma vengono adattate dai giovani italiani. Ad esempio, “shippare” e “hittare” sono prestiti che si intrecciano con la cultura locale, diventando strumenti di espressione quotidiana. Altri fenomeni, come “Amïo”, sono invece creazioni autoctone, nate da trend specifici come il “corsivo” di TikTok, che mescolano ironia e gioco linguistico.

L’uso massiccio dello slang Gen Z è anche un modo per affermare un’identità di gruppo, distinguendosi dalle generazioni precedenti. Questo linguaggio non solo definisce chi lo parla, ma diventa un codice culturale, capace di veicolare emozioni e riferimenti comuni. Lo slang Gen Z non è solo un insieme di parole: è il simbolo di una generazione che comunica in modo veloce, globale e autentico.

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Giulia di Ma-dai
Giulia di Ma-dai

Giulia ha la testa tra le nuvole e il cuore pieno di sogni. Viaggiare in mongolfiera, scrivere un romanzo, aprire un piccolo bistrot... le sue idee sono infinite! Segui i suoi consigli per non perdere di vista i tuoi sogni, anche se inciampi spesso tra le nuvole!